4 limiti dei PIR: alcuni spunti di riflessione

citiwire logo La redazione Citywire ha intervistato Luca Lupotto per sentire la voce dei consulenti indipendenti sui PIR. La news in allegato riporta un estratto del discorso, che ben evidenzia alcuni spunti di riflessione nell’approccio da parte degli investitori agli strumenti/veicoli PIR compliant che beneficeranno di alcuni trattamenti fiscali agevolati, in linea con quanto indicato dal Governo Italiano.

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Ecco alcuni estratti:

“A tre mesi dal lancio del primo Piano Individuale di Risparmio, il nuovo strumento messo in campo dal governo con l’obiettivo dichiarato di sostenere le piccole e medie imprese italiane sembra aver avuto un buon successo mediatico e di vendita prodotti. Ne è scaturito un effetto moda, per cui quasi ogni giorno ne viene lanciato sul mercato uno nuovo, con i clienti appagati soprattutto dall’esenzione fiscale sui proventi a cinque anni e gli emittenti soddisfatti del trattenere per cinque anni masse e investitori”

“[…] Lupotto ne individua quattro potenziali limiti. I Pir non sono un prodotto per giovani o comunque masse contenute […] Non si possono operare sostituzioni come per i fondi normali, previa la perdita dell’esenzione fiscale […] i Pir aumentano l’esposizione al cosiddetto ‘Rischio Italia’, concentrando il grosso delle masse su un solo mercato […] e rischiano di mandare un po’ in bolla i listini italiani, visto che gli afflussi non sono guidati dai fondamentali di mercato ma da interventi normativi […] ricavi che rischiano di essere diversi da quelli attesi se, a differenza dell’idea dell’esecutivo, cominciassero a entrare nei Pir grandi investitori, mossi da logiche diverse rispetto all’esenzione fiscale.”

“Un approccio cauto, insomma, quello di Luca Lupotto, tipico di chi è abituato a gestire i bisogni del cliente, non dimenticando di mettere al centro il loro profilo di rischio, il patrimonio e l’orizzonte temporale

La discussione sui PIR prosegue anche nei commenti all’articolo sul sito Citywire.

Luca Lupotto